Portami la tua arte. Ti darò l’alloggio gratis – Room for Art

Room for art. Camera gratis per chi offre la propria creatività. E’ la proposta dell’Hotel Clarion di Stoccolma. Sulle orme di Kerouac e Warhol

Un tempo era una prerogativa del famoso Chelsea Hotel di Manhattan, adesso ad un anno dalla sua chiusura un albergo svedese cerca di raccoglierne l’eredità. Arte in cambio di alloggio: è questa la nuova formula adottata dal  Clarion Hotel di Stoccolma. Una buona idea e di sicuro un’ottima pubblicità.

Room for art, questo  è il nome dell’iniziativa lanciata un fa settimana dalla struttura e da quello che ha dichiarato la loro marketing manager al sito svedese The Local  sembra abbia riscosso un immediato successo.

In sostanza l’hotel accetta qualsiasi forma d’arte, poesie, quadri o scarabocchi, di autori emergenti o già affermati in cambio di un soggiorno gratuito  di una notte per massimo due persone in camera doppia. Una forma analoga a quella che ha reso famoso l’hotel della Grande Mela celebre per essere stato la casa di artisti, musicisti, filosofi e gente eccentrica, fossero essi dei pittori squattrinati o il padre della Beat Generation Jack Kerouac. E l’ispirazione non è casuale “Tutto è partito dal fatto che il nonno del nostro general manager era un artista – hanno spiegato dall’hotel a The Local –  e alcune delle sue opere erano appese propriio alle pareti del Chelsea Hotel; e ora che è stato chiuso la nostra direzione ha deciso di continuare la tradizione”.

Per ottenere la stanza occorre prenotare, firmare l’opera e compilare un modulo con alcune indicazioni riguardanti l’artista e il suo lavoro. Modulo  con il quale   si trasferisce la proprietà dell’opera stessa all’hotel.

L’idea del “baratto creativo” sembra aver preso piede da diversi anni nel panorama alberghiero. Prima del Clarion si sono  mossi su questa linea almeno altri due hotel tedeschi e uno di  Shanghai. Il Marienbad Hotel di Berlino si trova nel KW Institute for Contemporary Art ed è stato  pensato e   voluto dalla stessa direttrice del museo. Un rifugio, ma anche un’esposizione d’artisti dove si può pernottare lasciando in cambio un’opera  creata dallo stesso ospite. C’è poi il

Performance Hotel di Stoccarda gestito da un pittore coreano  che permette di pagare vitto (in realtà è solo un’abbondante colazione) e alloggio con un reading letterario , un concerto o un’esibizione di danza. L’iniziativa di Shanghai, invece, i si discosta dalle altre perché finanziata da una nota azienda di orologi: lo storico Peace Hotel ha destinato gratuitamente una ventina di appartamenti con tanto di laboratorio, ad altrettanti artisti internazionali  purché lascino una traccia della loro creatività nelle stanze dell’albergo. In questo caso occorre però superare la selezione di un comitato.

 

From: La Repubblica – Viaggi

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About Francesco Caruso

Expert in communication & marketing on e off line, social media strategist, tourism and community manager

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